NOIR ITALIANO
La cosa bella del noir italiano e dell’aver aperto un blog che cerchi di valorizzarlo, si può racchiudere in una sola parola: novità. Infatti, grazie al continuo scambio di idee e pareri con lettori e autori, ho avuto modo di scoprire un sacco di autori che non conoscevo. Tra questi (la mia ignoranza è immensa) c’è Giuseppe Genna.
L’autore milanese si cimenta con il thriller che strizza l’occhio alla spy-story. Infatti i suoi romanzi sono pieni di riferimenti alla realtà italiana, ai Servizi Segreti e a traffici e tresche di alto livello. Non sono semplici noir, quelli di Genna. Sono dei puzzle, pieni di riferimenti al nostro paese e alle sue disgraziate (e poco chiare) verità. Protagonista di questi romanzi un poliziotto differente e poco ortodosso: Guido Lopez.
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NEL MEDITERRANEO
Sottogenere del noir, sviluppatosi nel bacino del Mediterraneo e che ha visto come protagonisti autori come Carlotto, Izzo, Camilleri, Markaris e Vazquez Montalban. Il noir mediterraneo non è stato un movimento e neppure un genere a sè stante ma si  trattato piuttosto di una “percezione”. Un gruppo di autori, provenienti da paesi che si affacciavano sul Mediterraneo, hanno sentito l’esigenza di raccontare i profondi contrasti tra la bellezza dei luoghi e l’efferatezza dei crimini che venivano perpetrati. Predecessori del noir mediterraneo sono considerati Montalban, con il suo annusapatte Pepe Carvalho, e Giancarlo Fusco, con il romanzo “Duri a Marsiglia”. Montalban racconta i lati poco turistici e certamente non gradevoli di una metropoli come Barcellona, dando vita al personaggio combattuto e amante del buon cibo di Carvalho. Ex agente della Cia, comunista arrestato dal regime franchista e finito a fare l’investigatore privato, Carvalho è un uomo disilluso, che conosce Barcellona e la società catalana. L’eredità di Carvalho viene raccolta da Jean-Calude Izzo, considerato l’effettivo fondatore del noir mediterraneo. Attraverso la trilogia di Fabio Montale, Izzo ha saputo raccontare il lato oscuro di Marsiglia e dare il via a una stagione di romanzi ambientati lungo le coste del Mediterraneo.


PRETTAMENTE FRANCESE
Termine francese che designa i cosiddetti «romanzi neri», ossia quelli che raccontano storie dal punto di vista criminale.
Per i francesi la parola noir è anche sinonimo di letteratura poliziesca in senso lato, e proprio «Série Noire» è il nome della più popolare collana dedicata a questo genere narrativo, nata negli anni Quaranta presso le edizioni Gallimard per volere di Marcel Duhamel, e paragonabile per longevità e contenuti a quella italiana dei «Libri Gialli» Mondadori.
Dagli anni Quaranta in poi il termine è stato fatto proprio dal gergo cinematografico di lingua anglosassone per indicare i film a soggetto «fosco», che trattano di gangster, detective, rapine, ricatti, intrighi, storie di adulterio che finiscono in delitto. Nell’uso italiano, noir si contrappone a «giallo», distinguendo quel particolare filone della letteratura poliziesca nel quale i crimini restano impuniti, o il protagonista è il delinquente o un personaggio che ne assume gli atteggiamenti.
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“Noir, in francese, significa nero. Nel noir puro, quello di scuola americana e poi ripreso da autori francesi come Manchette, Helena e Malet, la risoluzione del  crimine non è la componente principale, bensì è solo una “scusante” per raccontare uno spaccato di società. Il noir si distingue dal giallo classico per la marcata componente sociologica, per la caratterizzazione dell’ambientazione (che diventa vera protagonista della storia, mentre nel giallo classico rimaneva solo sullo sfondo). Il noir è, per sua natura, totalmente privo del finale consolatorio. Il caso viene risolto ma porta a sollevare problemi e aspetti poco edificanti e molto spesso il colpevole non viene assicurato alla giustizia. Il noir è stato paragonato al romanzo realista italiano (quello di Verga, per esempio), per la ricerca della rappresentazione della realtà e della società civile. Molto spesso nel noir la figura dell’investigatore passa in secondo piano, l’importante è raccontare, attraverso l’indagine poliziesca, gli aspetti oscuri di una città o della collettività. Se il giallo classico è rassicurante (il caso si risolve sempre in maniera felice e tutto torna come prima), il noir colpisce e destabilizza il lettore.”
Il nero spesso e’ il colore del gioco e del divertimento che racchiude in se’ i
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