COSA CI DOBBIAMO ASPETTARE?
Il noir è ben lontano dal tramontare per una ragione molto semplice: rappresenta lo specchio della nostra società. Una sorta di telescopio puntato sul mondo che lo descrive in un preciso momento storico, evidenziandone pregi e difetti. Esso racconta come si comportano e come vivono le persone, che abitudini hanno, quali sono i loro desideri, le loro paure. In ultima analisi, la loro vita reale. Il lato più oscuro, certo, ma pur sempre importante. E’ proprio per questa ragione che il pubblico ne è così attratto. Oltre che per voyeurismo, morbosità, curiosità e, forse, anche per una sorta di egocentrismo: tutti vogliamo sentirci raccontare di noi stessi, essere in qualche modo protagonisti. In questo senso, i media non fanno che amplificare queste sensazioni di paura e smarrimento perché il prodotto “tira”.

Il noir contemporaneo, inoltre, riveste una precisa valenza critica: descrive, e quindi esorcizza, le nostre paure. Oggi più di ieri, infatti, lo scrittore deve essere testimone attento e
implacabile dello stato di degradazione della società perché è proprio da qui che riesce a trarre la sua ispirazione. La linfa vitale delle storie nere che leggiamo è data proprio da quei principi che sembrano non funzionare più, che si corrompono. L’autore di noir dove coglie una falla, s’inserisce e prolifera: racconta e mostra gli aspetti più crudi del mondo che ci circonda, trasformandosi, spesso, in megafono di denuncia sociale.

Nel 1989 Laura Grimaldi aveva profetizzato: “Il “nero” gode di ottima salute, e se una previsione è lecita, sarà la letteratura dell’avvenire.” Più di venti anni dopo, c’è qualcuno che osa contraddirla?