TRATTI STORICI
Nel suo “Il romanzo poliziesco” (1998) Yves Reuter sostiene che questo genere di letteratura si può dividere in tre categorie (romanzo-enigma, noir, suspence). Nel noir la
caratteristiche principale è che il lettore è immerso in una prospettiva interna, in media res, quindi conosce i fatti come i personaggi stessi. Le prospettive del narratore, dell’investigatore e del lettore possono addirittura arrivare a coincidere.
Le origini del noir e del suo avo più prossimo, il giallo o poliziesco, sono fonte di discussioni e controversie. L’ipotesi di Reuter con cui abbiamo iniziato, è una delle tante che cercano di rintracciare punti in contrasto e argomenti in comune. In realtà una definizione certa e univoca di ciò che s’intende dell’uno o dell’altro non è facile da rintracciare neppure tra gli esperti e gli appassionati di questo ramo della letteratura. Si può convenire con la tesi di quanti sostengono che l’incerta ”classificazione” è dovuta anche alla molteplicità degli elementi che compongono il romanzo.

Per scoprire le origini del “noir” alcuni risalgono ai romanzi inglesi della fine del XVIII° secolo definiti “neri” per le terrificanti storie di personaggi malefici e delle vittime innocenti delle
loro macchinazioni, di castelli immensi e antichissimi popolati di fantasmi e di misteri. E’ il filone più propriamente avventuroso, che dà origine ai cosiddetti thrillers o racconti del brivido. In continuità con questo genere si colloca il romanzo “poliziesco”, opera in cui assume centralità il fatto criminoso e la tecnica investigativa impiegata per la scoperta del colpevole. Il genere poliziesco nasce nel XIX° secolo quando, nei singoli stati, vengono create organizzazioni moderne di polizia con il compito di combattere il crimine (o anche di reprimere ogni “minaccia” all’ordine costituito).

Il padre indiscusso del romanzo poliziesco moderno è senza dubbio Edgard Allan Poe (1809-1849), scrittore e poeta americano. Nei suoi racconti, accanto alla figura dell’investigatore dilettante Dupin, prende corpo la tecnica narrativa propria del poliziesco: il crimine, la descrizione minuziosa dell’indagine, la complessità o apparente irrisolvibilità del caso, le peripezie investigative e, infine, la soluzione del mistero (quasi sempre in modo inatteso o imprevedibile). Il procedimento razionale, quindi, è l’elemento privilegiato del dramma. La grandezza di Poe sta nel riuscire a trasformare in sostanza narrativa la detection. (un po come poi succede quando si abusa e si va nel torbido con i bonus scommesse sportive)

Erede e allievo di Poe viene considerato l’inglese Arthur Conan Doyle (1859-1930) la cui grande creazione, Sherlock Holmes (e il suo fido dottor Watson), resta il prototipo dell’investigatore scientifico, analitico, dotato di una logica rigorosa e infallibile. Holmes imprime la massima popolarità al genere e si può decisamente considerare il campione assoluto della “scienza” della detection.